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Damiano De Crescenzo, Hotel Manager solo per passione

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Da 16 non ha più smesso di lavorare nel mondo alberghiero. Una gavetta lunga che, passo dopo passo, l’ha portato ai vertici manageriali più alti, tant’è che oggi Damiano De Crescenzo è direttore generale del gruppo Planetaria Hotels (nove alberghi in Italia) e direttore dell’Enterprise Hotel di Milano. Sì, perché la verità è che De Crescenzo non potrebbe mai rinunciare alla direzione di un hotel: “Fatemi fare di tutto – scherza – ma lasciatemi guidare un albergo”. 

Nonostante sia stata una scelta nata per puro caso, il lavoro in hotel l’ha subito appassionato…
Facevo tutt’altri studi perché ero appassionato di ingegneria, però nell’estate dei miei 16 anni ci fu l’occasione di andare a fare la stagione estiva, come cameriere, a Lido di Jesolo e di uscire così dalla famiglia e dalla Puglia.

E non smise più di lavorare…
Esatto. Da quel momento mi innamorai del settore turistico. Capire che stare in mezzo alla gente, parlare diverse lingue mi piaceva. Così, ogni volta, alla fine dell’anno scolastico, avevo un contratto stagionale.

Non solo in Italia, anche in Germania.
Sì, l’anno dopo decisi di fare la stagione in Germania a Francoforte. E anche lì mi innamorai ulteriormente di questo mondo. Ne ero affascinato. Indirizzai i miei studi, così, nel settore alberghiero, e decisi che quella sarebbe stata la mia strada.

Quando è avvenuto il vero salto, quello da direttore?
Era il 1997 e divenni direttore del Radisson di Milano. Venivo da sei anni in Jolly Hotels e di vicedirettore al Jolly President di Milano, dunque mi sentivo tranquillo. Ma nel giorno in cui ho sentito di avere in mano solo io la responsabilità, è cambiato tutto. Sapevo di aver fatto esercizio ma ugualmente avevo un peso virtuale, un macigno addosso e nessun a cui poter chiedere aiuto. Lo dico sempre, in questo mestiere, ci sono dei momenti in cui sei solo e non hai nessuno con cui puoi confrontarti.

Come sceglie i suoi collaboratori?
Per me fa sempre fede la meritocrazia. Quando come me hai fatto tutta la gavetta capisce due cose. La prima è l’aspetto tecnico, ovvero le difficoltà, le problematiche dei dipendenti. Se non ci sei passato ti sfuggiranno i meccanismi base, come i sacrifici o le furbate tra colleghi, ad esempio. Il secondo aspetto è quello legato ai rapporti umani. Ho sempre fatto tesoro delle cose che, se fossi diventato io direttore, non avrei fatto. E così è stato. Alcuni atteggiamenti, a distanza di anni, li ho compresi meglio, altri li ho eliminati, come, ad esempio comportamenti gratuiti che possono creare malumore tra i collaboratori. Dunque, la meritocrazia è l’elemento principale  da verificare personalmente.

Lei è attualmente direttore generale del gruppo Planetaria Hotels (nove alberghi in Italia) e direttore dell’Enterprise Hotel di Milano. Riesce anche ad andare in vacanza?
Con la testa non ci vado mai. Ma quando sono fuori mi accompagna sempre una certa deformazione professionale: curiosare, vedere come lavorano gli altri mi viene spontaneo. Si è drogati da questo lavoro.

Come si definirebbe come direttore?
Carico di passione. Molto attento ai clienti, a quello che non dicono esplicitamente e proprio questa è stata la mia forza nelle scelte. I miei migliori consulenti sono i clienti.

Cosa detesta del settore alberghiero?
Sono uno che non ama le lungaggini. Ho bisogno di processi snelli per mettere in azione una cosa decisa. La burocrazia, nel mio campo, mi irrita. Ho avuto diverse esperienze e ho potuto lavorare con diversi modelli e quelli non snelli mi uccidono. Sono un uomo d’azione!

Arrivato così in alto c’è qualcos’altro che ancora non ha realizzato?
La professione più divertente è la guida di un hotel, è una cosa alla quale sono legatissimo. Mi faccia fare qualsiasi cosa ma nessuno mi tocchi la direzione di un hotel, non mi ci vedo senza. Poi ho il sogno di vedere questo Paese fare dei passi avanti sul turismo e invece sono sempre dei passetti e soffro nel vedere quanto vada lento. Avrei tantissimi idee… .

Se volete saperne di più sulla sua storia e su come muovere i primo passi in questo mondo, Damiano De Crescenzo sarà presente l’11 ottobre a Rimini, all’Hospitality Day, per raccontarci la sua esperienza alberghiera.

Vuoi sapere quali sono i segreti per diventare un buon team leader? Contattaci. Noi della Teamwork di Rimini organizziamo seminari dedicati alla formazione di Hotel Manager.

Su Marzia Caserio

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2 Commenti

  1. Plaudo e condivido la filosofia che muove il Signor De Crescenzo.
    L’esperienza sul campo e la gavetta è e rimane un percorso obbligato, dopo quello scolastico.
    Molti sembra l’abbiamo dimenticato o addirittura minimizzato.
    Grazie

  2. Sono orgoglioso di aver avuto uno Studente come Damiano De Crescenzo quando insegnato presso l,Istituto Professionale Alberghiero di Brindisi. Io,anche come Direttore d,Albergo ,fiutai che il giovane Damiano non era come gli altri.AVEVA STOFFA. Durante il suo percorso professionale ho avuto modo di incontrarlo spesso e notare i progressi professionali si notavano.

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