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Direttori d’albergo egocentrici e narcisisti? I 10 Must per cambiare registro

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Imparare, crescere, insegnare, ripartire. Così dovrebbe fare ogni “capo d’albergo” secondo Dirk Dalichau, Chief Operating Officer che, interrompendo tre anni di lavoro molto positivi, ha deciso di prendersi 4 mesi di pausa per viaggiare, alla ricerca di nuove ispirazioni.

Dopo 28 voli, decine di altri mezzi di trasporto, 9 paesi visitati, 15 alberghi testati, decine di ristoranti provati e altrettanti cocktail bevuti, il signor Dalichau ha riscoperto la scioccante verità sull’industria del turismo. Quale? Domanderete voi.

Lui non ha usato mezzi termini: “Si tratta di un dinosauro grande e grosso che si muove lento, guidato da tanti (troppi) gestori egocentrici e narcisisti che pensano a combattere grandi colossi, come Airbnb, lamentando le performance delle nuove generazioni e limitando il loro team nella capacità di soddisfare gli ospiti e offrire esperienze straordinarie”.

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Un quadro desolante. Ma è davvero così? Secondo il signor Dalichau il livello dei servizi alberghieri è basso perché manca la fiducia nel personale. La convinzione mal fondata che i dipendenti devono essere controllati e limitati nella loro autorità, tende solo a fargli eseguire ordini e tenere la bocca chiusa.

Chiedetevi un po’ perché tanta gente preferisce nuovi concetti di ospitalità come AirBnB, piuttosto che un albergo con personale che esegue meramente dei comandi. “Il miglior servizio che ho sperimentato – racconta Dirk – era offerto da giovani, spesso inesperti ma che avevano ancora l’ambizione, il sogno e un’energia ammirevole, tipica della mentalità incontaminata”. La verità è che oggi non si tende più ad ascoltare. L’ascolto dell’altro richiede tempo, pazienza, problem solving. Alla fine, però, ripaga di tutto.

Le organizzazioni turistiche di successo sono quelle che capiscono “che la loro opportunità principale risiede nelle loro persone. Un team motivato ​​avrà basso turnover e non deluderà le aspettative del suo direttore, perché sarà il direttore stesso a domandare costantemente come migliorare e guidare il cambiamento, anche quando le cose sembrano andare bene”.

Nel suo viaggio in giro per il mondo, però, Dirk si è accorto di quanto questa visione del lavoro ancora non sia condivisa o messa in pratica da tanti, “perché si preferiscono esecutori silenziosi rispetto a membri attivi e propositivi”.

Così ecco 10 must di di Dirk su come aiutare il proprio team a spiccare il volo:

– Dare fiducia;
– Ascoltare l’altro;
– Rendere autonomi;
– Monitorare e assistere, non controllare;
– Aiutare quando gli viene chiesto;
– Richiedere i risultati e non imporre il proprio modo di fare le cose;
– Lode e ricompensa;
– Girare errori in lezioni di apprendimento;
– Essere audaci e accettare i rischi;
– Il team prima di tutto.

Obiettivi. Solo così sarà possibile creare un successo “sostenibile” in grado di capire il viaggiatore del futuro e le nuove esigenze della forza lavoro. Proprio per questo motivo la Teamwork ha organizzato veri e propri corsi di formazioni mirati all’Art of Management, ovvero come diventare un bravo team leader.

Su Marzia Caserio

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