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Michil Costa, un hotel manager “sui generis” nel cuore delle Dolomiti

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Per lui l’accoglienza non è solo un lavoro ma uno stile di vita, una filosofia ben radicata che l’ha portato a diventare non un semplice direttore d’hotel (anche se lui ama definirsi leader) ma una persona socialmente attenta e responsabile verso il mondo: non solo ogni due anni stila un bilancio dell’Economia del Bene Comune che valuta l’impegno aziendale a favore della collettività, ma nel 2007 ha anche fondato Costa Family Foundation onlus, con la quale annualmente sostiene progetti solidali in Africa, India e Afghanistan. Parliamo di Michil Costa, hotel manager dell’hotel La Perla, di cui fanno parte anche il Berghotel Ladinia e l’albergo Posta Marcucci.

Partiamo dalla sua dichiarazione: “Nessun uomo è un’isola”. Quanto conta questa filosofia di vita nella sua attività imprenditoriale?
Il più grande inganno è pensare che io sono qui e tu sei lì; è tutto connesso, siamo tutti responsabili di ciò che accade nel mondo, vicino e lontano. Sono responsabile dell’inquinamento acustico dell’eccessivo traffico sui passi dolomitici, come lo sono della mancanza di accesso all’acqua potabile in Africa. Mi rendo colpevole dello sfruttamento minorile nel momento in cui acquisto prodotti di famose multinazionali, e mi rendo colpevole dell’esasperazione delle risorse marittime comprando il tonno o mangiando il sushi. Tuttavia non giova a nulla vivere con i sensi di colpa, ma bisogna fare ogni passo in modo positivo, pensando a lungo termine, pensando che ogni mia azione può avere una conseguenza buona, se lo vogliamo, pensando alle generazioni future.

In casa abbiamo tre valori cardine, il terzo dice: essere responsabili. Abbiamo un codice di condotta che ci indica i parametri secondo i quali acquistare le materie prime in maniera etica, per quanto possibile. Ogni due anni stiliamo il bilancio dell’Economia del Bene Comune che valuta l’impegno aziendale a favore della collettività, basandosi su valori quali la dignità dell’uomo, l’ecosostenibilità, la trasparenza e la cogestione democratica, la solidarietà, l’equità sociale. Nel 2007 abbiamo fondato la Costa Family Foundation onlus, con la quale annualmente sosteniamo progetti solidali in Africa, India e Afghanistan, per un valore di 100 mila euro. La filosofia aziendale è fondamentale, se vogliamo riuscire ad essere generativi, perché non conta solo fare cose, ma farle bene.

Quanto ha contato (e conta tutt’ora) la gestione familiare dell’hotel?
Mi piace parlare di famiglia e di Casa, dove per famiglia intendo la grande famiglia dell’hotel La Perla, di cui fanno parte anche il Berghotel Ladinia e l’Albergo Posta Marcucci. Una famiglia allargata composta anche e soprattutto dalla cosa più preziosa che abbiamo: i nostri collaboratori. In casa le decisioni sono prese democraticamente all’interno del gruppo direzionale di cui fanno parte a pari merito i 12 responsabili e la famiglia Costa. Forse quindi, più che di gestione familiare dovremmo parlare di gestione comunitaria, collettiva, senza dubbio, di una gestione democratica. 

Essere General Manager d’hotel per lei vuol dire…
Non mi piace tanto parlare di management e quindi nemmeno di manager, credo di non essere solo uno che gestisce amministra e pianifica e controlla. Preferisco il termine “Leader”, cioè stabilire (insieme ad altri, certo), una direzione. Comunicare quindi una visione con creatività, trovando spesso soluzioni originali, anche uscendo dagli schemi. Abbiamo un grande privilegio, quello di poter fare il mestiere più bello al mondo: l’accoglienza.

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Il suo impegno sociale e ambientale è rinomato. Nel concreto come si traduce questa sua attenzione?
Nella vita è fondamentale avere delle buone idee, a cui però è necessario che seguano anche delle buone azioni. Credo nel dovere di ognuno di noi, di agire a difesa dei diritti non solo dell’uomo, come facciamo con la fondazione di famiglia, ma anche a difesa dei diritti della natura. La natura dovrebbe poter avere voce in capitolo, dovrebbe avere dei diritti, potersi difendere legalmente davanti a sfruttamento, scempio e modi irrispettosi. Non è fantascienza, è già successo, in Ecuador, ad esempio, dove i diritti della natura fanno parte della costituzione. Nel mio piccolo un grande impegno va a favore della chiusura, a fasce orarie, dei passi dolomitici, per riportarli a essere quell’angolo di paradiso degni delle Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità, Unesco. Quest’estate per la prima volta, il Passo Sella verrà chiusa al traffico motorizzato per nove volte non consecutive. È un piccolo grande traguardo.

La sua passione per la cucina si traduce ne la Stüa de Michil, primo ristorante gourmet delle Dolomiti. Anche in questo caso ha centrato il colpo… come ci si riesce?
Credendo alle proprie idee, con resilienza e convinzione e con tanta pazienza, ma anche con la consapevolezza che se qualcosa non funziona, è necessario cambiare: agendo con gioia, volendo bene all’ospite, accogliendolo e quindi aprendosi verso l’altro, verso lo straniero, ampliando gli orizzonti.

Cosa porterà principalmente agli albergatori dell’Hospitality Day?
Mi piace condividere gioia e speranza, risvegliare uno spirito positivo e consapevole e l’entusiasmo per questo mestiere così importante, l’accoglienza, la cultura dell’ospitalità.

Vuoi ascoltarlo dal vivo? Iscriviti gratuitamente all’evento Hospitality Day 2017, in programma l’11 ottobre al Palacongressi di Rimini. Ti aspettiamo!

Su Marzia Caserio

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