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2012 “social fails”; le cinque figuracce più eclatanti

Siamo ormai prossimi alla fine di questo 2012 e come tutti gli anni fioccano le liste infinite dei “migliori” e dei “peggiori”, di chi è stato bravissimo e di chi invece ha “toppato”. In questo spazio vogliamo segnalarvi cinque “fallimenti social” per il 2012, ossia cinque situazioni di crisi e di come sono state gestite, per farvi sorridere ma soprattutto per farvi ragionare. Ecco la lista:

1. Visit Sweden?

Con l’intenzione di far conoscere e promuovere la Svezia al mondo intero, l’ente turistico nazionale pensò fosse un’ottima idea dare in mano l’account Twitter @sweden ad un cittadino svedese diverso ogni settimana. Se l’idea funzionò piuttosto bene all’inizio, quando fu il turno di Sonja Abrahmasson di prendere in mano l’account in Giugno per l’account TW della Svezia diventò un vero incubo. Sonja cominciò chiedendo come mai ad alcune persone non piacevano gli Ebrei e dibattendo su altri “argomenti sensibili”. Non ci fu molto da stupirsi se tutto ciò portò un sacco di pubblicità negativa. Ecco alcuni dei tweet postati dall’eccentrica Sonja.

2. L’assalto pirata a #QantasLuxury

A Novembre Qantas Airlines lanciò il contest per i propri followers su Twitter dove li incoraggiava a esprimere e condividere i loro sogni su come dovrebbe essere la loro “esperienza di volo di lusso” utilizzando l’hashtag #QantasLuxury. Purtroppo Qantas non aveva dato la giusta importanza al sentiment negativo del periodo dovuto ai problemi con gli atterraggi avuti all’inizio del mese. In pochi minuti l’hashtag è stato assalito da clienti infuriati che condividevano le loro lamentele.

3. Thomas Cook vs Thomas Cook

Thomas Cook, un ragazzo di 26 anni di York, scrisse un post  quantomeno audace sulla pagina Facebook dell’omonimo Tour Operator. Per anni, gli amici l’avevano deriso convinti che ricevesse viaggi gratis grazie al suo nome. Così il giovanotto, a titolo di compensazione, decise di chiedere un viaggio per Parigi. Nell’immagine di destra si capisce in quale modo il tour Operator omonimo ha sbagliato la comunicazione non vedendo nella richiesta del ragazzo un’opportunità.  Ha mostrato molta più lucidità lowcostholidalys.com che, visto l’accaduto, prese la palla al balzo ed offrì al ragazzo il tanto desiderato viaggio a Parigi. Naturalmente questa storia diventò virale.

Il “mea culpa” con vergogna di British Airways

Tutto è cominciato quando British Airways retwittò accidentalmente un messaggio razzista di Gordon Qiu: “Tornatevene al vostro f….to paese, musi gialli”, costringendoli ad un’imbarazzante richiesta di scuse. Il signor Qiu più tardi disse che il suo scambio di tweet era tra amici e tra questi si inserì una replica a Jae Ladd, un cliente BA asiatico che aveva recentemente utilizzato Twitter per esprimere la sua frustrazione verso la compagnia a causa della cancellazione del suo volo.

5. Attacco Hacker alla pagina Facebook di Jetstar

La compagnia australiana low cost Jetstar è, di recente, diventata vittima di un attacco hacker alla propria pagina di Facebook. Tutto è cominciato quando un mistificatore, diede vita ad un profilo FB falso, lo chiamò Jetstar Australia e vi inserì il logo ufficiale dell’azienda. Con questo profilo cominciò a rispondere scortesemente ai reclami dei clienti della compagnia aerea:

“Ciao Frank, che ne pensi di rinunciare? Abbiamo un sacco di denunce e, purtroppo, non siamo in grado di elaborarle tutte all’interno . Ti prego di smettere di comportarti come un bambino viziato e prova a crescere. Grazie. ”

Questa è stata la risposta a Frank, un cliente Jetstar che aveva chiesto perché la sua lamentela alla compagnia aerea non era stata ancora presa in considerazione. Jetstar reagì in maniera pacata alla situazione sulla pagina Facebook e un sacco di clienti trovarono così la situazione esilarante.

Cosa ne pensate?

(articolo liberamente tratto da qui)

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2 Commenti

  1. Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicurò diverrò un vostro fa accanito!

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