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Aria Show Cooking Restaurant: come “riposizionare” un ristorante d’albergo

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C’era una volta un ristorante d’albergo con un servizio tradizionale, un arredamento ordinario e un’atmosfera poco invitante. Dopo quarantacinque anni di questi, il ristorante del Resort Hotel Du Lac e Du Parc a Riva del Garda richiedeva un cambio di look radicale, capace di rinnovare il locale ma soprattutto di contrastare il progressivo calo di clientela registrato nel corso del tempo.

Mauro Santinato, presidente della società di consulenza alberghiera Teamwork di Rimini, è stato interpellato per proporre una soluzione strategica, più contemporanea e “smart”, in grado di rispondere effettivamente alle esigenze attuali degli ospiti e ai trend internazionali.

La soluzione – dichiara Santinato – non poteva essere che quella di rendere il ristorante più dinamico e in linea con le tendenze di maggior successo nel campo della ristorazione a tutti i livelli. Nel design, nella proposta enogastronomica, nel servizio e nel marketing. Si trattava di sviluppare idee che potessero essere concretamente e ragionevolmente applicabili al ristorante di una struttura del livello del Resort Hotel Du Lac e Du Parc a Riva sena perdere di vista l’aspetto concreto. In pratica, un restyling su misura, che non andasse a sconvolgere la percezione del locale da parte della clientela ma che, allo stesso tempo, diventasse in grado di attrarne di nuova e diversa”.

Focus: show cooking. Sviluppo di un concept molto easy, senza però perdere il fascino e l’eleganza propri del brand. Un cambio non da poco, sia per la proprietà sia per i dipendenti. Prediligere la strada della cucina a vista ha voluto dire una scelta mirata degli spazi, dall’acquisto al posizionamento stesso dei macchinari.

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Si è voluto far prevalere il concetto del design italiano, – spiega Gabriele Galieni, general manager del resort – sia in termini di atmosfera che di materiali. La creatività dello studio di architettura Cecchetto e le competenze di Teamwork si sono coniugate in modo equilibrato e armonioso, tanto da rendere l’outlet particolarmente apprezzato”.

Il restyling ha richiesto quattro mesi di lavoro che hanno coinvolto ogni singolo aspetto del locale. Dalla pavimentazione in resina doppio strato in color grigio alle isole buffet di esposizione fatte da banchi in legno, anch’essi di color grigio scuro, con top in okite. Anche sull’illuminazione nessun compromesso: corpi illuminanti piuttosto grandi (alcuni sono cilindri lunghi tre metri con un raggio di un metro) realizzati  in pvc pergamena.

Gli spazi sono stati poi impreziositi con una pregiata collezione d’arte italiana contemporanea. Esposte sui muri, campeggiano opere firmate Costantini, Bressan, Perilli e Schifano.

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E il nome? Semplice, leggero, gradevole e pulito. Proprio come l’ARIA. Leggero come l’ARIA. “Così abbiamo optato proprio per Aria – prosegue Galieni  italiano, semplice e con diverse chiavi di lettura. Aria è atmosfera, è respiro, è musica”.

E siccome non si vive di sola aria, un importante intervento è stato fatto anche sull’offerta gastronomica, per la quale si è ripartiti proprio dall’artigianalità della cucina italiana. “Il segreto – dichiara lo chef Marco Brink – è la freschezza dei piatti, tutti espressi, rifiniti al momento così da conferire al servizio una sorta di metodo à la carte”. Il tutto, con grande attenzione alle esigenze di un pubblico esterno, comprese intolleranze, scelte e particolari filosofie alimentari. Massima flessibilità, dunque.

Il restyling, seppure impegnativo, sta già iniziando a dare i suoi frutti con un incremento significativo rispetto allo scorso anno. Grazie a questo lavoro, il titolare completa un progetto di ristorazione che già conteneva un Bistrot ed una Pizza & Grill. “È un’opera – conclude – che rafforza la posizione del Du Lac et Du Parc Grand Resort e lo rende ancora più attraente”.

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Su Marzia Caserio

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