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Baidu: 5 regole per posizionare il sito dell’hotel sul principale motore di ricerca cinese

A Chinese man walks past the Chinese WebSi scrive 百度, si legge Baidu.
Il nome è di ispirazione colta. Richiama infatti un poema della Dinastia Song composto da da Xin Qiji nel XII secolo.
È il cugino di Google, ma ha gli occhi a mandorla ed è molto, molto più severo.

Nato come motore di ricerca per file Mp3, oggi indicizza ben 740 milioni di pagine web, 80 milioni di immagini e 10 milioni di file multimediali. Copre oltre il 70% del traffico attuale ed è stata la prima compagnia cinese quotata al Nasdaq, con un fatturato di quasi 40 milioni di dollari l’anno e oltre 3000 dipendenti.

Mentre tutto il mondo sta puntando gli occhi sull’enorme boom di turisti cinesi, come è pensabile non preoccuparsi di posizionare il sito del proprio hotel (o del ristorante, o della destinazione turistica) sul principale motore di ricerca cinese?
Non è pensabile, infatti. Ma è necessario tenere conto di molti fattori. Innanzitutto Google in Cina è praticamente inesistente. Dunque, con tutta la buona volontà, ogni attività volta all’intercettazione di turisti cinesi svolta su Google – dalle Facebook Ads alle campagne Adwords in lingua – rasenta l’inutilità.

In secondo luogo, per ottenere risultati in questo senso sul web – che sia il SEO o il social media marketing – occorre appoggiarsi a un collaboratore madrelingua, che conosca benissimo la lingua e la tradizione cinese che, non dimenticatelo, è molto diversa da quella occidentale.
Che sia poi vietato utilizzare il traduttore di Google (e qualunque altro troviate online) non c’è bisogno di dirlo, vero?

Ecco 5 importanti regole a cui attenersi per un buon posizionamento su Baidu:

#1 The content is the king. In Cina più che mai
Quando dicevo che Baidu è più severo di Google non stavo scherzando. Se siete stati impressionati dall’importanza che Google Penguin e Google Panda hanno conferito ai contenuti, sappiate che non è niente in confronto a quello che succede nelle terre della Grande Muraglia. Baidu penalizza infatti i contenuti duplicati molto più di Google. Tutto ciò che scrivete deve quindi essere tassativamente originale e farina del vostro sacco. Vietati severamente i copia/incolla. Il posizionamento su Baidu si basa inoltre moltissimo sulla qualità e la quantità dei contenuti.

#2 Altra lingua, altro alfabeto
Tutti i contenuti devono essere scritti in lingua cinese. Baidu privilegia il cinese semplificato. No ai caratteri latini. Si consiglia vivamente un traduttore professionista madrelingua. Per i motivi di cui sopra.

#3 Un grande Paese veloce. Anche sul web
La velocità del sito è un elemento fondamentale per il posizionamento sul web. Per tutti i motori di ricerca. Se vogliamo rivolgerci al mercato cinese, è indispensabile fare hosting su un server cinese, in quanto questo influirà positivamente sulla velocità del sito.Un sito che si carica lentamente, ha infatti pochissime possibilità di posizionarsi su Baidu.

#4 Ormeggiare bene per posizionarsi meglio
Baidu, rispetto a Google, dà molto più peso alle parole chiave nei testi ancorati. Per questo è necessario che tutti i testi di ancoraggio ai link interni contengano parol chiave scelte, pertinenti e ben ottimizzate.

#5 Nome e indirizzo
Baidu predilige i domini .cn, .com e .net, con particolare preferenza per i .cn.
Sul sito andrebbe indicato l’indirizzo fisico cinese dell’attività, per dimostrare che è basata in Cina. Ovviamente se la sede non è in Cina è inutile, anzi controproducente, barare. Detto questo, le attività con indirizzo fisico indicato in Cina sono agevolate nel posizionamento. Alcuni social vietano perfino l’iscrizione in assenza di indirizzo cinese.

Un’ultima indicazione riguarda un tema molto caldo: la censura. Il governo cinese censura tutti i social media occidentali (tranne LinkedIn) e moltissimi contenuti pubblicati sul web, verificati tramite una blacklist stilata dal governo stesso. Se i testi del sito contengono alcune delle parole presenti nella blacklist del governo cinese, Baidu può deindicizzare la pagina o l’intero sito. Se il sito prevede contenuti generati dagli utenti, è dunque necessaria una moderazione prima che vengano pubblicati.
Se volete saperne di più sul marketing turistico cinese e restare aggiornati sui seminari rivolti agli operatori turistici, visitate il sito www.italychinafriendly.com

Su Martina Manescalchi

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Esperta di comunicazione digitale, è consulente, formatrice e responsabile del settore editoriale Teamwork, autrice per la rivista "Guest" e docente del corso in "Web Communication" presso l'Università di Bologna.

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