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Booking.com e la caduta della Rate Parity…o è solo inciampata?!

Nei giorni scorsi le molte strutture presenti su Booking.com hanno ricevuto una lettera nella quale l’OTA leader in Europa comunica di aver raggiunto un accordo con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia, per rivedere la clausola più antipatica del contratto: la Rate Parity. In sintesi, Booking.com ha dichiarato di rinunciare alla Rate Parity, ma SOLO nel confronto dei prezzi tra Booking.com e altre OTA, mentre resta la clausola di Rate Parity tra Booking.com e il sito web dell’hotel.

Quali benefici per gli albergatori?
Nel breve termine, si direbbe ben pochi. C’è da domandarsi: perché un albergatore dovrebbe fornire un prezzo più basso a Expedia che ha una commissione maggiore di Booking.com? Perché un albergatore dovrebbe fornire un prezzo più basso a HRS che, nella maggior parte dei casi, ha la stessa commissione di Booking.com? Inoltre…

a) non è specificato se pubblicare prezzi diversi avrà comunque ripercussioni sul ranking della struttura come sempre avvenuto…secondo voi?

b) non è specificato se a chi è nel programma preferiti verrà comunque richiesto un impegno a mantenere la Rate Parity…anche se non inserito nel contratto.

c) l’impressione è che presto il sito web dell’hotel verrà monitorato molto di più…e arrivederci tecniche di disintermediazione!

Certo lo scenario potrebbe cambiare nel medio/lungo termine qualora le altre OTA diano un taglio alle commissioni – ultimamente Expedia sta proponendo a molte strutture che attualmente hanno il 22% di commissione di abbassarla al 18%, ma in cambio di qualcosa (allotment, promo sulle tariffe package…) e comunque il 18% non è inferiore alla commissione di Booking.com – oppure con l’ingresso di un nuovo operatore che, possibilmente, applichi commissioni inferiori – si parla per esempio di freebooking.it. Avranno però la forza di competere e acquisire le fette di mercato che oggi sono saldamente nelle mani di Booking.com e che di certo non intende farsele sfuggire?
Certo c’è sempre l’alternativa Amazon Destination, che tuttavia al momento è presente solo negli USA e che ha fatto una scelta diversa dalle OTA come Booking.com ed Expedia: avere solo strutture Upscale e Lusso, andando più a posizionarsi nel mercato di Splendia, Mr & Mrs Smith, Tablethotels…e altri.

Ho sempre pensato che la Rate Parity fosse si una clausola da eliminare, ma anche che rappresentasse un falso problema. I problemi veri sono altri (aspettate la prossima news).
Una cosa buona fortunatamente c’è: sarà possibile contattare il cliente che ha soggiornato in hotel ma che ha prenotato tramite Booking.com (solo dopo il soggiorni), per farlo diventare un proprio cliente nel futuro. Non che prima le strutture non lo facessero, ma almeno ora è dichiarato.
A questo punto concentriamoci sulle strategie di fidelizzazione!

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Su Emanuele Nardin

Emanuele Nardin
Esperienze in ruoli di direzione e responsabile Revenue Management per alberghi individuali e brand internazionali come Holiday Inn e Accor. Sempre fortemente orientato al Revenue Management e alla Distribuzione online, svolge corsi di Pricing e Revenue Management.

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