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Bottigliette d’acqua in hotel: stop al ricarico!

Tante sono le riluttanze degli albergatori a riconoscere attività che sono davvero disdicevoli nel mondo dell’ospitalità professionale. In questo caso, mi riferisco alla  tendenza ad apporre prezzi oltraggiosi a servizi di base come l’acqua in bottiglia, prendendo spunto da un recente “grido d’allarme” che Larry Mogelonsky – che il prossimo 9 ottobre al Palacongressi di Rimini sarà tra gli speaker dell’Hospitality Day – ha lanciato sulla sua rubrica “The Hotel Mogel”.

La maggior parte dei viaggiatori, quando nota i prezzi eccessivi delle bottigliette d’acqua in hotel, non può che concludere quanto segue:

  • Perché questa bottiglia costa 3 euro quando posso acquistarla al supermercato per un euro?
  • Questo hotel pensa che io sia così stupido da comprarla a questo prezzo?
  • In quali altri modi l’hotel sta provando a fregarmi?
  • Questo non ha senso e probabilmente non ci tornerò.

Considerando che sicuramente tutti gli hotel possono contare su modalità più consone per aumentare i flussi di entrate giustificando i prezzi di prodotti e servizi (per esempio mettere a reddito i bar delle hall, quasi sempre deserti e poco invitanti), questa pratica risulta in pieno contrasto con qualsiasi filosofia di ospitalità.

A questo, ci sarebbe da aggiungere un’altra insopportabile consuetudine: quella di lasciare il minibar vuoto (scelta che può essere anche condivisibile) e non fornire nemmeno una bottiglia d’acqua agli ospiti. Capita così che il povero cliente si svegli nel cuore della notte con l’intento di bere acqua (e magari anche di pagarla!) e si ritrovi letteralmente a bocca asciutta, costretto a chiamare la reception magari alle 4 del mattino o, peggio, a bere l’acqua al rubinetto del bagno per non disturbare o svegliare le persone che soggiornano nella stessa camera. Sarebbe buona pratica, anche in caso di minibar vuoto, lasciare dell’acqua per gli ospiti con un biglietto invitante. Potrebbe essere un bel modo di stabilire una buona relazione con l’ospite.

Quello che si fa davvero fatica a capire è il motivo di questi comportamenti e, soprattutto, quali siano i vantaggi per l’hotel e la sua reputazione.

Con la concorrenza che avanza e un turismo in continua evoluzione, perché rischiare di perdere clienti o ricevere cattive recensioni per una bottiglietta d’acqua? Pratiche come queste non faranno altro che influire negativamente sulla reputazione sia dell’hotel che dell’offerta alberghiera tout court, spingendo i viaggiatori verso altre soluzioni più “ospitali”.

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Su Martina Manescalchi

Esperta di comunicazione digitale, è consulente, formatrice e responsabile del settore editoriale Teamwork, autrice per la rivista "Guest" e docente del corso in "Web Communication" presso l'Università di Bologna.

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