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C’era una volta (e c’è ancora) l’albergo a ore

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C’era una volta l’albergo a ore o motel. Posizionato spesso lungo le autostrade o importanti snodi stradali, il motel nasce negli Stati Uniti, nel corso degli anni Venti. Il termine motel deriva dall’abbreviazione dell’espressione motorists’ hotel in quanto, proprio per la loro tipica location, venivano inizialmente utilizzati dai motociclisti per riposare durante i lunghi viaggi. Nel giro di pochi anni, cominciarono poi a sorgere anche all’interno dei centri abitati e ad attrarre un’altra tipologia di clientela.

A portare il concetto di motel in Italia, anni dopo, fu Enrico Mattei con il progetto che vide protagonisti i famosi Motel dell’Agip, a complemento del piano di ammodernamento della rete di distribuzione e vendita del carburante promosso in quegli anni dalla stessa Agip. Si trovavano accanto alle aree di servizio e furono pensati per le esigenze di automobilisti e camionisti. Spartani ed economici, andavano a intercettare una richiesta ben precisa e la rete arrivò a contare un totale di 6.700 posti letto in tutta Italia. Quella che poi sia stata l’evoluzione di questo concept, è storia contemporanea.

Ma oggi, nel 2016, a quasi un secolo dalla nascita del primo motel, che cosa è cambiato?

Le strutture tendono a rinnovare l’immagine e sempre meno, ormai, adottano la dicitura motel o albergo a ore. Negli ultimi anni si è assistito a un completo restyling del settore, che ha visto molti motel riciclarsi in strutture tematiche, mantenendo le caratteristiche originali orientate principalmente alla privacy (su tutte, l’ingresso direttamente in camera) ma cambiando completamente la comunicazione e orientandosi anche a un target romantico. La vera novità consiste invece nel modo in cui gli hotel tradizionali abbiano assorbito l’offerta che, in qualche modo, è sempre stata appannaggio dei motel: quello che tutti conosciamo come Day Use.

Diventata una proposta ormai consueta in molti hotel di vario livello, quella del Day Use va a intercettare le nuove esigenze di chi cerca una soluzione diversa dal pernottamento e che consenta l’utilizzo della camera e altri servizi, non necessariamente collegato all’avventura o all’appartarsi.

L’ospite cerca il Day Use per i motivi più disparati. Dal riposo per il jet-lag alla giornata in spa con gli amici, dalla necessità di avere uno spazio per lavorare alcune ore (pensate ai momenti di “buco” durante i viaggi di lavoro) alla sempreverde fuga più o meno romantica. Acquista la camera (e/o altri servizi) per qualche ora o per l’intera giornata, tendenzialmente dalle 10 alle 18, gli viene riservata una tariffa vantaggiosa rispetto al pernottamento e altre agevolazioni. Il fenomeno è in costante crescita anche in Italia, ma, oltre che con l’inserimento di offerte di questo genere nel sito, come può l’hotel andare a intercettare questa ampia fetta di mercato?

Abbiamo già accennato in un articolo precedente al portale DayUse.com, la piattaforma che al momento sta riscuotendo maggior successo. Vediamo di cosa si tratta e cosa propone.

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Vivi l’hotel di giorno è lo slogan di DayUse, nata in Francia nel 2010 con un totale di 10 alberghi parigini, e che oggi è presente in 14 paesi nel mondo. 500 gli hotel solo in Italia, che continuano a crescere, così come cresce la richiesta, che dal 2014 al 2015 ha portato a un incremento del 60% delle prenotazioni. CDH, Starhotels, C-Hotels, Planetaria Hotels sono alcune delle grandi catene che collaborano con la piattaforma.

Qualunque sia la richiesta dell’ospite, si tratta di una soluzione che porta con sè la possibilità di un’ ulteriore attività di revenue, consentendo di vendere la stessa camera per due volte in un solo giorno, con un impatto davvero minimo sui costi.

Le caratteristiche principali di DayUse sono la garanzia della migliore tariffa (fino al 75% rispetto alla tariffa della notte), la prenotazione senza carta di credito (il pagamento avviene in hotel) e la possibilità di cancellazione senza penali, fino all’ultimo momento. Le camere possono essere prenotate in varie fasce orarie, dalle 3 alle 8 ore, secondo le disponibilità, ed è possibile prenotare un day use in fascia serale fino alle 23:00.

Il cliente prenota via mail o telefonicamente e riceve conferma via mail o sms. Le tariffe sono negoziate da Day Use con sensibili sconti, che vanno dal 30 al 75% rispetto ai prezzi del pernottamento. Privacy e discrezione, restano i punti di forza dell’offerta.

Per avere un’idea del successo della piattaforma, basta guardare i numeri: 320.000 camere prenotate in tutto il mondo e oltre 1500 strutture partner.

È il nuovo concetto dell’albergo a ore. E, a quanto pare, è un business di successo che può essere sfruttato anche da piccole strutture.

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Su Martina Manescalchi

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Esperta di comunicazione digitale, è consulente, formatrice e responsabile del settore editoriale Teamwork, autrice per la rivista "Guest" e docente del corso in "Web Communication" presso l'Università di Bologna.

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