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Enrico Cofone, General Manager nel cuore della Maremma toscana

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Lontano da casa, dalla sua Acri in Calabria, da vent’anni. Appena dopo la laurea in Economia del Turismo, Enrico Cofone – attuale Generale Manager del Golf Hotel Punta Ala nel cuore della Maremma toscana – ha iniziato subito il suo percorso come receptionist. Da qui, una crescita professionale inarrestabile fino alla direzione, nel 2008, di questo affascinante resort toscano. 

Da bambino già sognava un futuro da team leader o è stata una scelta fatta in età più adulta?
L’ambizione era quella di fare il calciatore ed ero anche bravo. Potevo essere più determinato, ma caratterialmente lo sono stato poco quando ero più piccolo. Diciamo che tendo a esprimermi nel lungo periodo. Sono sempre stato molto vivace e già da bambino ero un punto di riferimento dei miei amici. Non ho mai preso decisioni da solo. Abbiamo sempre deciso insieme, piuttosto proponevo cosa fare e dove andare. Frequento lo stesso gruppo da 30 anni e questo rappresenta l’orgoglio più grande di cui vado fiero.

Cosa non manca mai nella sua direzione alberghiera?
La cura del personale. Nel mondo alberghiero il primo a star bene deve essere lo staff che accoglie l’ospite per potergli trasmettere la serenità del soggiorno.

Quali sono le tre caratteristiche cardine di un direttore d’albergo?
Tre caratteristiche sono poche per descrivere un ruolo così articolato. Alla base c’è sempre un team solido e in costante confronto. Di fondamentale importanza una forte capacità di delega. L’esperienza sui numeri. Devo sapere da dove arrivo, dove sono diretto e soprattutto quale strada sto percorrendo. La valutazione dei numeri deve essere dinamica con la possibilità di intervento. La conoscenza del territorio dove lavoro e degli ospiti con i quali devo interagire quotidianamente.

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E quali le caratteristiche che richiede ai suoi collaboratori?
Fondamentalmente poche ma importanti. Tutti i giorni passo a salutare per i reparti, mi piace viverli. Chiedo ordine, perché reputo il disordine una perdita di tempo che si trasforma in spreco di risorse. Invito anche a venire in ufficio quando si ha un problema, piuttosto che trasmetterlo agli ospiti. Essendo direttore di un resort, parlo molto con loro, visto i pernottamenti medi oltre i 7 giorni. Non è bello sentirsi dire che i ragazzi “Hanno il broncio!”.

Ci si immagina un direttore h24 in hotel. Quanto conta (se ci riesce) ritagliarsi dei propri spazi per staccare la spina?
Non è semplice, ma, come detto sopra, avere dei collaboratori di fiducia e capacità di delega permettono di staccare la spina pur lavorando h24. Difficile non avere tempo, basta saperselo ritagliare.    

Il “direttore d’albergo in vacanza” crea un po’ d’ansia a chi lo dovrà accogliere. Cosa non deve mai mancare nel suo “albergo tipo”?
Qui viene il bello, cerco di uscire dal ruolo. Osservo il meno possibile provando a godere la vacanza. Mi piace una buona cucina accompagnata da un’ottima bottiglia di vino. Cortesia e pulizia. La mia compagna, in genere, decide dove andare.    

Il cliente ha sempre ragione o no?
Non bisogna avere dei pregiudizi nei confronti del cliente. È importante porsi in maniere adeguata, ascoltarlo e condividere una soluzione. Nel mondo attuale, dove l’informazione difficilmente nasconde qualcosa, è fondamentale la comunicazione, non essere superficiali.

Quali sono le richieste dei clienti più bizzarre che in questi anni di lavoro si è sentito fare?
Nelle strutture dove ho lavorato sono sempre riuscito a soddisfare le richieste ricevute, nessuna strana in particolare. A inizio stagione in corso, un collaboratore esterno si è presentato con una richiesta che definirei molto strana, per essere elegante. 

Ma ci dica la verità, ha ancora un sogno nel cassetto da realizzare?
Sono molto soddisfatto del percorso professionale fino a oggi realizzato, ma mi piacerebbe sviluppare un progetto che mi permetta di vivere sereno in un ambiente personale. 

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Su Marzia Caserio

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