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Ian Schrager, lo Steve Jobs dell’ospitalità e il suo nuovo Public Hotel di New York

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Spopola il concetto del boutique hotel. Alzi la mano chi ancora non ne ha sentito parlare? Tra i magnati russi, i ricchissimi arabi, le grandi catene di brand e marchi di lusso e chi ha tanti, tanti soldini da spendere, si fa strada il boutique hotel, una forma d’investimento sempre più ricercata e utilizzata. Spesso chiamati “design hotel” o “lifestyle hotel”, i primi sono nati agli inizia degli anni ottanta nelle grandi città come New York, Londra e San Francisco.

Il suo fondatore. Il primo ad aprire le porte al boutique hotel è Ian Schrager, fondatore con Steve Rubell dello Studio 54 a New York. Suo il primo esempio di boutique, il Morgans Hotel nel 1984. Un pioniere del settore che, al passo con i tempi, ha modificato la sua idea di boutique tanto che oggi è alla conquista dell’idea del “lusso per tutti” con un nuovo arrivato newyorkese, il Public Hotel in cima a Chrystie, sulla Lower East Side di Manhattan, per 200 dollari a notte. Dunque, un mondo deluxe accessibile e a un prezzo competitivo visto l’abbondanza di alberghi in zona.

L’hotel. Un club privato, due ristoranti di Jean-Georges Vongerichten, tre salotti eleganti, un banco di generi alimentari, spazi pubblici cablati per lavorare e un altro dedicato all’arte, come area espositiva. L’hotel è composto da 367 camere, come cabine su uno yacht sono equipaggiate con apple tv, un sistema di ordinazione di prodotti online e ampie porte usb. Gli ospiti sono in grado di effettuare il check-in in automatico sui loro cellulari e poi entrare direttamente nelle loro stanze. L’hotel, inoltre, afferma di avere la più veloce wi-fi in città totalmente gratuito.

Il servizio si concentrerà sugli accessori necessari piuttosto che sui guanti in giacca bianca. “Viviamo in un mondo moderno. La gente vuole ottimo caffè, ma consegnato veloce e caldo, non in porcellana“, racconta Schrager. Il personale sarà conosciuto ufficialmente come “consulente d’hotel”.

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La filosofia di Schrager: dare ai clienti ciò che vogliono. Oggi Airbnb sta ammazzando il mercato turistico alberghiero, ecco perché gli hotel si devono evolvere proprie come succede ad altre imprese. Non si può competere giocando sempre con la stessa politica, dunque cambiare. Per farlo ci vuole un’idea altrettanto forte come quella di Airbnb. Ad esempio fornire uno spazio comune socialmente vivibile, cosa che con Airbnb non offre”.

Non solo. Essendo un uomo pragmatico, risoluto e con molta esperienza sulle spalle, la sua strada non va di pari passo con gli esperti di marketing. La sua parola d’ordine è “fidarsi del proprio istinto”. Dunque, non ascoltare cosa dicono i professionisti del mercato con le loro indicazioni su cosa è di tendenza e cosa no. “Se un prodotto è valido, lo è in qualsiasi momento, sia per i più giovani che per i più anziani”. Dunque osare, osare, osare.

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Su Marzia Caserio

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