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L’architettura degli hotel nel 2013 (parte seconda)

Quali saranno le tendenze del design alberghiero nei prossimi anni? Condé Nast l’ha chiesto a degli autorevoli “addetti ai lavori” americani.

Public HotelsIan Schrager, ideatore del concept ‘boutique hotel’ con l’apertura a New York di Morgans Hotel, The Royalton e Paramount, attualmente è proprietario del The Public di Chicago e co-fondatore di Edition Hotels assieme a Marriott; ha risposto alla domanda: Quali saranno i trend in hotel nei prossimi anni?
Gusto senza espedienti. Gli hotel non possono continuare a imitare genericamente quello che fanno i concorrenti. L’orientamento non sarà più quello di confondere i clienti con tante idee troppo variegate. Gli ospiti vorranno cose semplici, personali, autentiche ed essenziali.
Mai più ostentazioni. Non più caffè servito in tazzine di porcellana e elaborati room service. Non più fattorini: se sei arrivato fino all’albergo dall’aeroporto, probabilmente puoi portare il tuo bagaglio in camera senza 6 facchini che ti aiutino. Al di là delle esagerazioni, il punto è: liberatevi delle cose che ai clienti non interessano e che aumentano il costo della camera.
Bagni non eleganti ma funzionali. Gli arredi in marmo non sono più sinonimo di lusso. Lusso è avere a disposizione almeno 4 mq su cui spargere i prodotti per il bagno.

Rachel AshwellRachel Ashwell, interior designer e proprietaria di The Prairie B&B di Round Top (Texas), ha risposto alla domanda: Quali saranno i trend nel design alberghiero dei prossimi anni?
Addio freddezza. L’idea di ‘design hotel’ sta morendo. Nel nostro mondo ansioso e frenetico, le persone hanno sempre più bisogno di comfort e funzionalità. I giorni in cui, arrivati in hotel, era impossibile trovare un angolo dove appoggiarsi o sedersi, stanno terminando. Arredate l’albergo con mobili che siano realmente comodi e accoglienti, ad esempio inserite un grande divano pieno di cuscini e date personalità tramite tappeti e tendaggi.
Il ritorno del B&B. Nei prossimi anni gli alberghi maggiormente in voga saranno sempre più piccoli, in modo da riflettere il senso della vita autentica di un luogo. Le persone, viaggiando sempre più frequentemente, ricercheranno un legame personale con l’hotel, la camera e il personale.
Mood lighting. Provate a immaginare quanto apparirebbe più accogliente la camera di un Motel 6 con un’illuminazione più tenue e calda. È imperdonabile non avere un regolatore di intensità luminosa (dimmer switch) in ogni stanza. Sono facili da realizzare e consentono di passare da una luce chiara e funzionale ad una morbida e d’atmosfera. La luce è vita!

Tratto da Condé Nast Traveller.

Leggi anche: L’architettura degli hotel nel 2013? Colore e relax

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