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Per una libra

Perché parafrasare una vecchia canzone di Lucio Battisti? Perché recentissimo lancio della propria cripto-moneta da parte di Zuckerberg potrà riportare in auge vecchie espressioni popolari legate all’ex moneta nazionale (mai andate fuori corso tra l’altro), seppur con quella “b” in più che comunque non ne tradisce l’etimologia.

Il progetto della moneta mondiale online basata sulla tecnologia del blockchain è partito e ne è prevista l’introduzione a metà del 2020. Facebook, attraverso la sua società sussidiaria Calibra, ci ha messo la faccia e qualche dollaro come progetto proprio, ma in realtà è uno dei 28 fondatori di Libra Association insieme, tra gli altri, a Booking Holding.

È stato assicurato dallo stesso Zuckerberg sul Wall Street Journal attraverso un vero e proprio articolo a sua firma –  e non un semplice comunicato stampa – che verrà garantita la privacy dell’utente in quest’eterna rincorsa tra normative e relativi aggiramenti simili a quelle di Lupin III e Zenigata, ed è stato garantito che la nuova criptomoneta planetaria non subirà le stesse fluttuazioni valutarie subite da Bitcoin in quanto è stato previsto l’ancoraggio del suo valore a un paniere di attività volte a garantirne la stabilità e difenderla da ogni forma di speculazione. Questo dovrebbe implicare accordi con autorità bancarie, non ancora definite, per prevenire il riciclaggio di denaro e altri reati finanziari.

Prepariamoci quindi a svuotare i portafogli e i conti bancari per riempire i nostri wallet: gli hotel, vista la partecipazione del colosso di Amsterdam, non saranno esclusi da questa rivoluzione globale. Già da un anno e mezzo Booking.com ha preparato il campo con l’introduzione dei pagamenti attraverso le carte virtuali, la cui adesione per adesso è ancora una facoltà delle strutture; anche se non molto pubblicizzata e comunicata all’interno dell’Extranet con una certa opacità, diventerà vincolante almeno da un punto di vista di mercato e di concorrenzialità nella misura in cui prenderà campo questa nuova formula di pagamento.

Mentre stiamo riscontrando le implicazioni dell’introduzione dello sconto sull’acquisto anticipato e della tariffa booking basic sulle nostre strategie di vendita, la cui correlazione per il momento resta una mia semplice illazione, la notizia di questi giorni rischia dunque di diffondere ulteriore terrore nell’Albergatore. È sempre più urgente la necessità di volgere lo sguardo verso una nuova maniera di concepire nuove strategia di pricing, vendita e comunicazione come evidenziato da un articolo di Emanuele Nardin di qualche tempo fa che esortava a cambiare le nostre vecchie abitudini. Largo quindi al dibattito su quali potranno essere le contromisure degli alberghi per “contrastare” il sempre maggior potere dei grandi operatori internazionali o, ancor meglio, per adattarsi ed essere protagonisti all’interno dei nuovi scenari che questi ci consegnano.

Non c’è niente da fare: governi, enti e Istituzioni locali rincorrono ”i  giganti del web”, ma non troppo vista le domande poste dalla commissione delle attività produttive della camera dei deputati durante un’audizione svoltasi il 4 giugno, per racimolare da loro qualche euro di Iva elusa; questi prendono la rincorsa e fanno un ulteriore scatto verso una sorta di sovranazionalismo liberale; dopo la fiscalità, anche la moneta comincia a sfuggire le logiche al quale siamo stati abituati e, prima ancora degli alberghi, saranno gli organi istituzionali a dover prendere le proprie contromisure.

Per ora gli unici operatori del mercato turistico che sono coinvolti nel progetto sono Booking e Uber; non ci rimane che attendere e vedere come si muoveranno gli altri operatori del mercato; nel frattempo vi possiamo consigliare di tenervi aggiornati sul tema, non sottovalutare le mosse delle OTA che possono sembrare irrilevanti e confrontarvi il più possibile con i professionisti del settore.

Quindi segniamoci questo appuntamento per la metà del 2020 e vediamo come cambierà l’esperienza dell’acquisto online dei soggiorni alberghieri e, dall’altro lato della medaglia, per gli albergatori, l’esperienza di vendita e – soprattutto – di incasso.

Su Emanuele Mansueti

Emanuele Mansueti
Nel settore alberghiero dal 1992 ricoprendo ogni genere di ruolo, approda al Revenue Management nel 2004 per conto di diversi gruppi. Nel corso degli anni ha svolto attività di consulenza e formazione. Oggi è Revenue Consultant per Hotelperformance.

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