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Piano Strategico del Turismo 2017/2022: 4 linee guida, 13 obiettivi da raggiungere e 52 punti di intervento

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Approvazione con il “botto” per il Piano Strategico del Turismo 2017-2022 che delinea lo sviluppo del settore nei prossimi sei anni per rilanciare la leadership italiana sul mercato turistico mondiale.

Si tratta di un documento cardine perché, se è vero che il turismo italiano è in ripresa (nel 2016, 60 milioni gli arrivi internazionali), è altrettanto vero che necessita di un cambiamento radicale che guardi al futuro.

In questo senso il report rappresenterebbe la svolta – ancora su carta – su come l’Italia andrebbe concepita: un museo a cielo aperto e diffuso. Con questa idea di base viene naturale pensare a quanti posti non sono valorizzati abbastanza, a quanto sia necessario indurre un turismo sostenibile e di qualità. Così, in 108 pagine, 4 linee guida, 13 obiettivi da raggiungere e 52 punti di intervento, il Piano si fa portatore di una sfida italiana: riportare il turismo italiano in vetta

Presentato dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini – già approvato all’unanimità dal Comitato Permanente per la promozione del turismo in seduta plenaria (14 settembre 2016), dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano (15 settembre 2016) – ha concluso l’iter parlamentare alla Camera e al Senato rispettivamente il 27 gennaio e il 2 febbraio scorsi.

Quattro le priorità indicate dal Piano per valorizzare il turismo italiano:

  • la diversificazione dell’offerta
  • l’innovazione nel marketing del brand Italia,
  • l’accrescimento della competitività
  • il miglioramento della governance del settore

Non sarà facile e la strada è ancora lunga. Perché questo nostro paese, tanto bello quanto controverso, deve fare i conti su due fronti. Da una parte ha il bisogno di acquisire una nuova leadership fondata su sostenibilità, innovazione e competitività al fine di integrare nelle politiche turistiche il tema della valorizzazione responsabile del patrimonio territoriale, ambientale e culturale. Dall’altra, il tutto si deve adeguare agli standard di programmazione dei paesi competitors, superando la frammentazione attuale e mettendo in sinergia le programmazioni regionali.

Per saperne di più su leggi, normative e formazione, vieni sul nostro sito www.teamwork-rimini.com 

Su Marzia Caserio

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