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Pokémon Go e ospitalità: nuovi scenari per il marketing di prossimità

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Se in questi giorni qualcuno ti viene incontro sorridendo e con aria felice, non pensare che sia contento di vederti. Molto più probabilmente, ha avvistato un Pokémon nei paraggi. Sì, un Pokémon. Dal momento del suo rilascio, il nuovo gioco Pokémon Go è stato scaricato oltre 15 milioni di volte, il doppio delle volte rispetto a Twitter e Tinder, ma non solo. Pare infatti che le ricerche su Google riguardo all’argomento, abbiano addirittura superato quelle relative al mondo del porno, da sempre leader indiscusso dei volumi di ricerca.

Un mondo nel mondo. Divertente, coinvolgente, simpatico e… onnipresente. Su Pokémon Go c’è l’universo dei Millennials che, con un empatico e ruffiano effetto nostalgia, strizza l’occhio alla generazione precedente. Ci sono il marketing di prossimità, un nuovo e semplificato concetto di realtà aumentata, il coinvolgimento sempre più virale sui social e tanti scenari per un futuro che è già presente. A prescindere dal gioco in sè, infatti, è interessante cercare di capire come cambierà il modo di fare marketing dopo la Pokémon-mania che, di certo, non si limiterà a una moda del momento nè resterà un caso isolato. E qualcuno già parla di Pokéconomy.

Ma cos’è questo Pokémon Go?

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Non si parla d’altro da giorni. Ma cos’è, nello specifico, Pokémon Go? È un videogioco per dispositivi iOS e Android nato dalla collaborazione di Nintendo, Game Freak e The Pokémon Company e sviluppato da Niantic, la software house madre di Ingress, il famoso gioco basato sulla realtà aumentata. Pokémon Go utilizza il GPS per mappare il mondo reale allo scopo di catturare i vari Pokémon. Basterà installare il gioco e uscire di casa, monitorando la app per stanare i Pokémon vicini. Il tuo avatar personalizzato si muove insieme a te (vedi immagine sopra), la mappa funziona esattamente come un navigatore satellitare e ti avvisa ogni volta che c’è un Pokémon in giro. Dovrai semplicemente catturarlo con una pallina (Pokéball). Aumentando il numero di mostriciattoli catturati, aumenta il livello di potere dell’avatar.

Quando i Pokémon sono a portata di mano, è possibile attivare la fotocamera, e l’esemplare di turno viene visualizzato esattamente nel luogo in cui ci si trova, come nelle immagini di seguito:

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Il segreto del suo successo

La realtà aumentata non è una novità. Perchè, allora, tutto questo clamore per Pokémon Go? Innanzitutto, è immediato e semplice da usare. Il gioco sta diventando sempre più virale, inoltre, per la facilità di condividere azioni e successi su tutti i social e, cosa davvero innovativa, è il primo videogioco a costringere i giocatori a uscire di casa. L’effetto nostalgia, poi, fa il resto. I Pokémon infatti hanno impazzato sulle tv di grandi e piccini per molto tempo, a partire dal 1996. Per molti di noi rappresentano l’infanzia e comunque suscitano ricordi legati a un particolare periodo della vita. Tutti conoscono i Pokémon, tutti li hanno amati. E tutti, adesso, vogliono catturarli, sfidare gli amici, condividere i propri successi. Come si vede dalla foto, lo abbiamo provato anche noi in Teamwork. E vi assicuriamo che è molto, molto divertente.

Cosa c’entrano i Pokémon con il mondo dell’ospitalità?

Se, come è molto probabile, Pokèmon Go sarà solo il primo di una lunga serie di esperienze basate sulla realtà aumentata, le attività di proximity marketing sono pressochè infinite. Il gioco ha messo infatti in evidenza come, grazie a questa tecnica, sia possibile incoraggiare le persone a compiere azioni che normalmente non avrebbero compiuto. Questo non significa che sarà possibile convincerle a percorrere lunghissime distanze o ad andare in vacanza solo per la caccia ai Pokémon, ma certamente è possibile sfruttare le potenzialità del gioco (e di quelli che verranno in futuro) per promuovere la struttura, incentivare l’attività social e rendere l’esperienza di soggiorno più piacevole per gli amanti di Pokémon Go.

  • Controlla se nelle vicinanze del tuo hotel o del tuo locale sono presenti punti di interesse Pokémon Go, come Palestre (luoghi per potenziare i propri Pokemon e allenarsi e Pokéstop (luoghi dove fare rifornimento di Pokéball, uova e altri oggetti utili alla caccia, come aromi e moduli esca) e segnalali. Dove? Dappertutto! Su Facebook, Twitter, Instagram, nelle newsletter indirizzate ai più giovani e in tutti i tuoi strumenti di comunicazione digitale;
  • Crea delle mappe da tenere nella hall e nelle camere dove sono indicati Palestre, Pokéstop e luoghi vicini a più alta densità di Pokémon pronti per essere catturati;
  • Utilizza sempre sui social gli hashtag più popolari legati al mondo PokémonGo, per acquisire maggiore visibilità tra gli appassionati;
  • Incentiva l’utilizzo del tuo hashtag ufficiale nella condivisione sui social di immagini legate alla presenza, alla cattura e a tutte le attività relative al gioco. La tendenza a condividere i propri successi su Facebook, Twitter e Instagram è fortissima: fai in modo che gli ospiti utilizzino l’hashtag della struttura organizzando un concorso o facendo loro un piccolo omaggio;
  • Organizza offerte ed eventi a tema: dall’apericaccia alla cena a tema, dal raduno per giocatori al Pokémon Party. Al contrario di quanto possa sembrare, PokémonGo è un gioco che incentiva molto la convivialità, grazie alla possibilità di organizzarsi in squadre.
  • Acquista moduli esca per dare visibilità al Pokéstop più vicino. Si tratta di una funzione che consente di piazzare delle “esche” sui Pokéstop, che per mezz’ora attirano moltissimi Pokémon. Quando viene piazzata un’esca su un PokéStop, tutti i giocatori sulla mappa visualizzano il luogo circondato da delle specie di petali rosa volanti e fanno di tutto per raggiungerlo. I moduli esca si ottengono salendo di livello nel gioco, ma possono anche essere acquistati con denaro all’interno dell’applicazione, al costo di 1,17 Euro l’ora. E John Hanke, il capo di Niantic, la società che sviluppa Pokémon Go, ha detto che tra non molto le attività commerciali potranno pagare per ottenere un PokéStop vicino: tieni d’occhio gli aggiornamenti!

E se vicino alla mia struttura non ci sono Pokémon o punti di interesse?

Niente paura! Tieni d’occhio questo form messo a disposizione da Niantic proprio per segnalare luoghi a scarsa densità di Palestre e Pokéstop, presto sarà attivo anche in Italia.

Hotel e ristoranti Pokéfriendly

Tante sono le strutture che stanno già sfruttando questo fenomeno. Il Kensington Star di Sokcho ha aumentato notevolmente i suoi fatturati per il fatto di essere situato in una delle pochissime località coreane dove il segnale GPS consenta di giocare, il bellissimo Parco Nazionale di Seoraksan, diventato un enorme campo di battaglia. Al Mantra 2 Bond Street di Sydney, agli ospiti è permesso andare alla ricerca dei Pokémon direttamente nei corridoi oppure incontrarsi con gli altri giocatori nel Pokéstop del bar all’interno dell’hotel . Il Silverton Casino Lodge di Las Vegas è un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati, grazie alla presenza di 4 Pokéstop e 2 Palestre. Al bar dell’hotel, tutti i giocatori hanno diritto a un drink offerto dalla casa.

In Giappone Pokemon Go ha attivato una partnership con McDonald’s che prevede che i ristoranti giapponesi della catena di fast food diventino Pokéstop.

…e in Italia? Guarda cosa ha fatto questo locale, fra i primi a ispirarsi alla nuova tendenza per creare un evento con il quale di certo ha avuto grande visibilità: ne ha parlato tutta la rete!

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Realtà aumentata e destinazione turistica

Forse non tutti sanno che… i Pokèstop sono spesso posizionati in luoghi di interesse artistico e culturale. Abbiamo fatto un giro per Rimini, ed ecco cosa abbiamo trovato:

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Ci sono tutti i presupposti per utilizzare l’applicazione in modo costruttivo e magari per promuovere luoghi meno conosciuti. Giocando in campagna, per esempio, si scoprono tante piccole chiese e monumenti sperduti e sconosciuti ai più! Il marketing territoriale, d’altronde, non è nuovo all’utilizzo della realtà aumentata. Basti pensare a cosa sono stati in grado di sviluppare al Museo Casa Batlló di Barcellona, puntando sulle nuove tecnologie e inserendo contenuti inediti che combinano realtà aumentata ed elementi virtuali per offrire una concezione di visita culturale più dinamica, accattivante e sorprendente. Guarda il video di presentazione:

La stessa Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Torino Musei, ha dichiarato ieri a Repubblica di voler approfittare della “vitalità giocosa” di PokemonGo per promuovere le visite ai musei. Le sue dichiarazioni, condivisibili o meno, dimostrano un approccio totalmente nuovo alla promozione museale: “Uno dei nostri obiettivi è di aumentare e coinvolgere il numero di visitatori di tutte le età. In questo caso abbiamo l’occasione di far capire ai più giovani che il museo non è un posto noioso, bensì un luogo da vivere. Abbiamo abbinato la loro caccia a ciò che c’è già nei musei. Li invitiamo a scoprire anche gli animali fantastici contenuti nelle opere che esponiamo, perché draghi e mostri sono raffigurati anche nei quadri, nelle sculture, negli oggetti d’epoca. Poi li incentiviamo a socializzare all’interno del museo ma anche all’esterno, facendo in modo che raccontino le loro scoperte sui social network”. Pokémon o non Pokémon, sarebbe una vera innovazione per il turismo digitale in Italia.

Il caso Venezia

Per capire l’importanza e la rilevanza del fenomeno, si veda cosa sta succedendo nella città italiana a più alto flusso turistico, Venezia. La città sembra infatti scarseggiare di Pokémon, Pokéstop e Palestre, molto più presenti nelle zone del Lido e di Mestre. Nel giro di poche ore è scattata una vera e propria campagna di sensibilizzazione tra gli utenti, che ha portato alla creazione di una pagina Facebook dedicata e alla realizzazione di una petizione online su Change.org, che ha raccolto oltre 400 firme in pochissimo tempo. Uno dei messaggi più accorati presenti in rete: “Non ci sono Pokèmon a Venezia. Per piacere, Niantic o Nintendo risolvete questo problema: siamo la più bella città nel mondo e non abbiamo alcun Ratata o Pidgey!”.

Sei ancora convinto che Pokémon Go e la realtà aumentata siano un gioco da ragazzi?

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Su Martina Manescalchi

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Esperta di comunicazione digitale, è consulente, formatrice e responsabile del settore editoriale Teamwork, autrice per la rivista "Guest" e docente del corso in "Web Communication" presso l'Università di Bologna.

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2 Commenti

  1. Avatar

    …molto bello Martina !
    Era proprio ciò che mi serviva.
    In poco tempo ho capito tutto ciò che non sapevo e che non avrei forse nemmeno voluto sapere.
    Però bisogna farci i conti 🙂
    Grazie
    F

    • Avatar
      Martina Manescalchi

      Grazie Federico! Abbiamo cercato di affrontare l’argomento da più punti di vista, per cercare di capirne le potenzialità. Ci fa molto piacere che ti sia stato utile. Ciao!

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