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E tu…che albergatore sei? 10 (più due) tipologie a confronto

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L’albergatore, si sa, è un lavoro che mette a durissima prova anche i nervi più saldi. Ristrutturare l’hotel, gestire il personale, rispondere alle recensioni, inviare i preventivi, aggiornare le tariffe, pubblicare la foto su Instagram, accontentare il cliente…che fatica!

Quella che dall’esterno può sembrare una professione tutto sommato poco impegnativa, in realtà è una delle più difficili che ci sia. Senza orari, senza spazi per sé, a continuo contatto con la gente (nel bene, ma anche nel male) e…a continua prova di pazienza! L’albergatore infatti si trova a dover sommare in sé infinite competenze: è psicologo, è addetto alle risorse umane, è receptionist, è barista e cameriere, è intrattenitore, è baby-sitter, è parcheggiatore, è guida turistica…insomma, il suo è un lavoro davvero molto duro, che solo chi ha tanta passione per questo settore può riuscire a portare avanti.

E, come per tutte le cose, ognuno reagisce a suo modo. Noi siamo tutti i giorni a contatto con questa complessa e variegata categoria professionale. In 30 anni di esperienza sul campo ne abbiamo incontrati e conosciuti migliaia. Per questo abbiamo pensato di giocarci un po’ su, racchiudendoli in 10 tipologie (più due).
Scopri se c’è anche la tua e fatti una risata insieme a noi ☺

1. L’AGITATO

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Che sia stato concepito dietro il bancone della reception o tra le lenzuola della suite imperiale, lui ha respirato l’aria dell’albergo fin dalla placenta. Nato e cresciuto in hotel, dove ha ricoperto tutti (ma proprio tutti) i ruoli, ha esaurito il livello di sopportazione. È il terrore di dipendenti e fornitori. La baby room del suo hotel si chiama Il covo di Erode. L’ultimo consulente che gli ha ricordato l’esistenza di TripAdvisor, adesso insegna meditazione spirituale in un centro tibetano di Carate Brianza.

2. IL SUPEREROE

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Come un vero capitano non abbandona la sua nave, l’albergatore-supereroe non lascerà mai la sua struttura. Qualunque cosa accada. L’ultima volta che è stato avvistato fuori dall’hotel, la tv trasmetteva ancora in bianco e nero. Ossessionato dal controllo, non delegherebbe nemmeno il lavaggio delle tovaglie. Quando è costretto a farlo, non fa che lamentarsene. Lui e soltanto lui è in grado di fare tutto e bene. Quando sarà costretto a lasciare il lavoro, non solo l’albergo fallirà miseramente, non solo tutti i collaboratori finiranno sotto i ponti, ma probabilmente anche il mondo finirà.

3. IL GATTOPARDO

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Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Questa la filosofia del Principe Salina degli albergatori. Chiede una consulenza per migliorare il suo lavoro, o almeno è quello che cerca di farti credere. Non credergli mai. La sua è solo una diabolica quanto subdola tecnica per intrappolarti nella sua fitta rete di ma noi abbiamo sempre fatto così, ma se cambio poi perdo i clienti, ma i miei ospiti sono abituati a questo e a quest’altro. Il suo obbiettivo? Farsi dare ragione. E qualche volta ci riesce.

4. LO SCETTICO

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Pacato e tranquillo, lo scettico si presenta apparentemente come un comune albergatore. Ti ascolta. Non ti interrompe. Sembra interessato e collaborativo. Cominci a nutrire dei dubbi quando ti accorgi che, mentre gli parli, stringe violentemente le palpebre e scuote – in maniera quasi impercettibile – la testa. Parla meno di Dino Zoff, ma quando parla è per esprimere il suo disappunto. Sempre. Qualunque cosa tu gli dica. È parente del gattopardo, con cui condivide la resistenza al cambiamento. Ma è più sadico.

5. IL TECNOLOGICO

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Gestisce tutti i reparti dell’hotel comodamente da casa, attraverso l’utilizzo di una app che ha progettato lui stesso. Disintermedia grazie a un sistema di prenotazione che ha progettato lui stesso. Google si piega alla potenza delle avveniristiche tecniche SEO che ha progettato lui stesso. Le camere dell’hotel si autopuliscono grazie a un sofisticato software di housekeeping che ha progettato lui stesso. Ti darà tanti consigli preziosi, perché il suo motto è non chiederti cosa il tuo consulente può fare per te, ma cosa tu puoi fare per il tuo consulente.

6. L’INNAMORATO

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A metà strada tra lo scettico e il supereroe, ma più morboso, l’albergatore innamorato non si sogna neanche lontanamente di voler ascoltare un parere esterno. A chiamare il consulente è infatti quasi sempre la moglie, in alternativa a Chi l’ha visto? La sventurata consorte di questa particolare tipologia di albergatore, infatti, non vede il coniuge dai tempi della Primavera di Praga. Ossessionato dalla propria struttura, è convinto che non ce ne sia altra al mondo di siffatta bellezza. Si sofferma ad annusare le lenzuola, accarezza i tendaggi e passa il tempo a domandarsi come mai l’umanità intera non desideri ardentemente soggiornare nel suo hotel. Cercherà in tutti i modi di non farti abbassare i prezzi da Grand Hotel e a convincerti della straordinaria bellezza dei copriletto color cipria-albicocca.

7. L’APOCALITTICO

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Tanto pioverà. Tanto non verrà nessuno. Tanto, anche se viene qualcuno, lasceranno tutti recensioni negative. Oppure andremo in overbooking. Tanto moriremo tutti. Ok, per quest’estate siamo pieni, ma la prossima? Con l’albergatore-apocalittico non serve il consulente, serve l’esorcista. I suoi mantra carichi di negatività ti si pianteranno in testa generando senso di precarietà e pessimismo anche con il 99% di occupazione. Ti chiamerà la notte di Capodanno lamentando una camera ancora libera per il Ferragosto del 2018. L’unica soluzione? Abbracciarlo e piangere con lui.

8. LO STALKER

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Chiama il consulente, ma vorrebbe un investigatore privato.
Oppresso dall’ansia verso i competitor, è stato visto mimetizzarsi dietro le tende degli alberghi circostanti per cogliere di soppiatto i più importanti segreti aziendali. Mette continuamente in atto sofisticatissime tecniche di spionaggio, apprese durante un viaggio-studio nella ex Unione Sovietica dal cognato della governante ucraina, ex spia del KGB. Va a prendere gli ospiti in piena notte e li benda lungo la strada perché non vedano le strutture concorrenti. Attenzione a nominargli i comparatori di prezzi online, gli effetti collaterali potrebbero essere devastanti.

9. IL TRASFORMISTA

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Ha in sé alcune caratteristiche dello stalker, ma è più propositivo.
Si innamora di tutto quello che vede e pretende che il suo hotel sia sempre in linea con le ultime tendenze del settore. Qualunque esse siano. Non fai in tempo a predisporre offerte business, che lui ha già cambiato strategia. Gli prepari un piano per soggiorni family e lui, un mese dopo, ha trasformato la struttura in un attrezzatissimo bike hotel. Pubblichi le foto appena fatte sul sito e lui ha già fatto ridipingere la facciata. Inserisci la palestra tra i servizi, e lui l’ha già trasformata in una spa.
E mentre lui insegue i trend, ospiti e consulenti sviluppano gravi forme di schizofrenia.

10. IL SOGNATORE

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Ed eccoci di fronte all’ultima – ma non meno rappresentata – categoria di albergatori: il sognatore. In realtà lui non è un vero albergatore. Generalmente è un ex business man che, per sfuggire al logorio e al tran tran di una vita troppo stressante, ha deciso di ristrutturare un edificio di famiglia – preferibilmente in campagna – dove sogna una vita da Mulino Bianco insieme a moglie e bambini, all’insegna del relax e della natura. La sua struttura di solito è bellissima e curata in ogni dettaglio.
L’albergatore-sognatore si vede già ad accogliere ospiti intellettuali neozelandesi vestiti in lino bianco e raccontare loro avvincenti aneddoti sulle proprietà curative delle erbette di montagna, mentre sorseggiano insieme, alle luci del tramonto, l’ultimo liquore a base di fiori selvatici raccolti in campagna.
Non sa cosa lo aspetta.

FUORI CONCORSO: L’albergatore perfetto

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È il sogno (spesso proibito) di ogni consulente. Sempre informato e aggiornatissimo, frequenta corsi di formazione e sa tutto sul proprio lavoro. Consapevole dei suoi limiti, accoglie ogni consiglio che possa aiutarlo a migliorare, non senza il filtro di un giudizio basato sull’esperienza o di una critica costruttiva. Autorevole con il personale e accogliente con gli ospiti, lui sa davvero cosa sia l’ospitalità. Lavorare con lui è un piacere e un arricchimento. Unica pecca? Presto, forse, sarà lui il tuo consulente.

SPECIAL MENTION: il Fattore Guerra dei Roses

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Questa non è una vera e propria categoria, quanto uno status che la determina. Ogni tipologia descritta potrebbe avere in sé l’aggravante di quello che chiameremo Fattore Guerra dei Roses. Si tratta dell’albergatore che gestisce l’hotel insieme alla moglie (intercambiabile con il Fattore Caino e Abele, nel caso si tratti di due fratelli: le caratteristiche sono piuttosto simili). In questo caso, tutte le dinamiche sopra descritte, si aggravano del 110%. Coppie generalmente molto solide e unite, nella gestione del più piccolo problema in hotel sono in grado di far pesare cose come la mancata presenza al funerale di zia Assunta nel 1983. O quella volta che lui ha indossato la cravatta sbagliata al matrimonio della cugina, coprendo la consorte di vergogna di fronte al parentado. In questi casi non ci resta che dire: in bocca al lupo ☺!

E tu…che albergatore sei??

Su Martina Manescalchi

Laurea in Scienze della Comunicazione e due master in comunicazione digitale, dieci anni di esperienza nel mondo della comunicazione web, è consulente e formatrice Teamwork e docente del corso in “Web Communication” presso l’Università di Bologna.

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6 Commenti

  1. Non avete messo, l’opzione passaggio generazionale, Albergatore 70enne, figlio/nipote 25-35enne, e anche li c’e da divertirsi…

    • Martina Manescalchi

      Ciao Luca!
      Sul passaggio generazionale ne faremo uno interamente dedicato 😉

  2. Bellissimo! Brava, mi sono divertita!

  3. antonia zanardini

    Martina sei un genio!! BELLISSIMOOO!! Lo voglio anch’io su Turismo 🙂
    baci

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