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Web design: ecco cosa fanno i 10 ristoranti migliori del mondo

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Cucina memorabile. Servizio impeccabile. Ambienti perfettamente in linea con la filosofia gastronomica. Food experiences indimenticabili. Stiamo parlando dei World’s 50 Best Restaurants, la prestigiosa classifica che viene stilata ogni anno dai 900 esperti internazionali riuniti nell’associazione Diners Club International® e che si propone di individuare le eccellenze nel settore della ristorazione a livello mondiale.
A fronte dell’insindacabile – e attesissimo –  responso della giuria, siamo andati a curiosare tra i siti web di quelli che sono stati riconosciuti come i 10 migliori ristoranti del mondo per il 2014, per capire come l’Olimpo della cucina comunica sul web e prendere qualche spunto.

10. The Ledbury – Londra
Chef: Brett Graham

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Il ristorante londinese, due stelle Michelin situato nell’elegante quartiere di Notting Hill, punta sull’immagine del giovane chef Bratt Graham, a cui segue un’appetitosa slideshow di immagini dei piatti ad alta definizione. Comunicazione molto semplice e lineare, con immagini della sala a  sfondo di ogni pagina e come leit motiv un sobrio bianco e nero. Il menù è illustrato in maniera tradizionale, con elenco delle portate e lista dei vini senza immagini nè informazioni aggiuntive. La sezione gift vouchers permette di regalare una cena con tanto di messaggio personalizzato per il destinatario. Possibilità di verificare disponibilità e prenotare online attraverso la piattaforma OpenTable. Illeggibile da smartphone. Tutto sommato, comunicazione piuttosto anonima.

9. Alinea – Chicago
Chef: Grant Achatz

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Alinea di Chicago ha optato per una comunicazione emozionale, basata su immagini e suggestioni. A partire dallo slogan iniziale Alinea is not a restaurant…at least, not in the conventional sense e dall’immagine animata del palloncino commestibile, celebre dessert scenografico che è diventato il simbolo del ristorante. La sezione cusine si compone di un mosaico di immagini dei piatti in hd molto impattanti. Il sito è molto ricco di contenuti che ben descrivono la filosofia della cucina e il visual dello chef Grant Achatz. Bellissime le immagini della gallery, che ritraggono anche scene di quotidianità sia in sala che in cucina. Possibilità di prenotare e acquistare libri e merchandising online. Perfetta anche l’esperienza da mobile. Unico neo: una pagina iniziale scoordinata con il resto della grafica, con il famigerato tasto Entra nel Sito.

8. Arzak – San Sebastián
Chef: Juan Mari Arzak ed Elena Arzak Espina

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Animazione e atmosfere lunari per Arzak. Cambi di colore continui, lettering essenziale, contenuti che danno ampio spazio agli ambienti e alla storia, a cui è dedicato un vero e proprio album fotografico suddiviso per decenni. Possibilità di prenotare e acquistare i libri degli chef online. Per i piatti si punta sull’effetto sorpresa, mostrando poche immagini, anche se ben definite e full screen, e non un accenno al menù. Simpatica l’animazione pixelata del lavoro in cucina. Il sito è sui generis e colpisce molto l’attenzione. Purtroppo è off limits per gli utenti mobile.

7. Dinner by Heston Blumenthal – Londra
Chef: Ashley Palmer-Watts

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Un newspaper d’altri tempi. Questo ricorda la grafica del sito del londinese Dinner by Heston Blumenthal. Testo essenziale nero su fondo bianco, di facile  e immediata navigazione, con un’organizzazione dei contenuti tradizionale. Possibilità, tramite OpenTable, di prenotare online e di scegliere il tavolo. Menù a scorrimento con i prezzi riportati. Usabile la versione mobile, che mette in primo piano il booking online e permette una navigazione perfetta e veloce anche da schermi molto piccoli.

 

6. D.O.M. – San Paolo
Chef: Alex Atala

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Veloce, ricco, penetrante e colorato. Il sito web del ristorante brasiliano D.O.M. rappresenta pienamente la cucina sperimentale e antropologica dello chef Alex Atala. Il sito si apre con un video velocissimo che riprende il frenetico e minuzioso lavoro delle cucine. Da un elegante sfondo pastello prendono vita le immagini dei piatti e degli elementi a cui lo chef si ispira, talmente definite che sembra stiano per uscire dallo schermo. Molto interessante la sezione Por tras do Sabor, con immagini degli elementi culinari di tradizioni etniche fatti rivivere nella cucina del ristorante. Formiche comprese. Nessuna possibilità di prenotare online, ottima la versione mobile.

5. Eleven Madison Park – New York
Chef: Daniel Humm

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Anche l’Eleven Madison Park di New York punta sull’essenzialità, e per parlare di sè non utilizza più di venti righe totali di testo, tutto in home page. Scelta di sobrietà, quella di non accennare una parola sul menù. Scarse anche le immagini, tutte giocate sull’utilizzo del particolarissimo logo. Un sito che suggerisce, più che descrivere. Assente il form di prenotazione online, anche se viene fornito il link a OpenTable, a cui il sito è collegato. Esiste un’ancora più scarna versione mobile, fatta di solo testo nero su bianco, ma ben fruibile.

4. Mugaritz – San Sebastián
Chef: Andoni Luis Aduriz

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Più generoso, invece, lo spazio web dedicato al Mugaritz. I colori utilizzati sono quelli dell’evocativo logo. Immagini poco convenzionali, descrizione dettagliata di  filosofia e ispirazioni a cui è dedicato molto più spazio che alle pietanze e al menù.  Grande attenzione alle bio e ai progetti degli chef.  Al sito è collegato anche www.mugaritzexperiences.com, dove vengono messi a disposizione video di ricette. Qualche dubbio sull’usabilità, che costringe a spostare il mouse da una parte all’altra per proseguire la navigazione. Perfetta e rapida, invece, quella da dispositivi mobile.

3. Osteria Francescana – Modena
Chef: Massimo Bottura

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Orientamento verticale, organizzazione schematica, sfondo bianco. Chiaro, semplice, ricco di citazioni e di immagini di repertorio. Questo il sito dell’unico ristorante italiano in classifica, l’Osteria Francescana di Massimo Bottura. Il tristellato di Modena sposa un concept geometrico e linee delicate. Poche parole, tante informazioni. Sulla storia, sulla cucina, sull’Osteria, sullo chef, sulla logistica. Possibilità di prenotare online e di scaricare il suggestivo menù originale in pdf. Che comincia con la nota citazione proustiana delle Madeleine. Il tutto è fruibile comodamente, chiaramente e velocemente anche da mobile.

2. El Celler de Can Roca – Girona
Chef: Joan, Joseph e Jordi Roca

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Leggermente confusionario, ma di indubbio fascino il sito di El Cellar de Can Roca. Grazie anche al carisma dei Roca Brothers, su cui si incentra tutta la comunicazione. Partendo dalle foto dell’infanzia fino ai progetti più recenti, il sito è un vero e proprio album di famiglia. Immagini di grande qualità e contenuti di interesse, sviluppati in orizzontale a mò di libro da sfogliare. Peccato per la scarsa usabilità, praticamente nulla da mobile.

1. Noma – Copenhagen

Chef: René Redzepi

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Essenzialità allo stato puro. Niente foto, pochi link, testi che più asciutti non si può per Noma. Rigoroso bianco e nero. Più bianco (sfondo) che nero (testo). Il menù è un semplice elenco di pietanze. Grafica e lettering che sono la quintessenza della sobriètà. Indubbiamente elegante, certamente poco descrittivo. Ma è pur sempre considerato il miglior ristorante del mondo, probabilmente chi va a consultare il sito sa già di cosa stiamo parlando.

Scopri come realizzare il sito web per la tua struttura: Hotel Web Design: come realizzare il sito web per comunicare meglio e vendere di più

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Su Martina Manescalchi

Laurea in Scienze della Comunicazione e due master in comunicazione digitale, dieci anni di esperienza nel mondo della comunicazione web, è consulente e formatrice Teamwork e docente del corso in “Web Communication” presso l’Università di Bologna.

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2 Commenti

  1. Ti ringrazio per questo articolo, davvero, mi ha aiutato tantissimo.
    Comunque mi piace il layout del tuo blog, sai dirmi per caso che tema usi?

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